Il carrello del Bombardier CRJ-900, della flotta American Airlines, si apre sopra il Logan International Airport.
Boston, Massachusetts, New England. Sbircio dall’oblò. Come al solito ho preferito il posto-con-vista. Con la buffa impressione di stare per atterrare in un antico villaggio di pescatori, si tocca terra, delicatamente.

A bordo dell’autobus Silver Line, resto stupita dal fatto di non dover pagare il biglietto per la corsa. Proprio così. La Silver Line è una linea gratuita che fa la spola dal Logan International Airport a South Station, sulla linea rossa della metropolitana.
La nostra fermata è nel quartiere di Back Bay. A qualche passo da Copley Square, il Loews Boston Hotel. Ancora primeggia l’incisione nella pietra bianca “City of Boston Police Department Headquarters”, che scorre da uno spigolo all’altro della facciata principale. Il Loews Boston Hotel è stato ricavato nel vecchio quartier generale della polizia di Boston. E ne conserva i tratti antichi che si sposano con l’eleganza moderna di un impeccabile stile di arredo americano [che io adoro!].
La porta della 610, incorniciata da grosse modanature bianche, si è aperta su una suite raccolta e curata in ogni dettaglio. Toni caldi della moquette, carta da parati, un lettone king size e cuscini morbidissimi. Mi sarei concessa qualche ora di riposo. Ma la curiosità di andare a caccia di nuovo e il desiderio di riempirmi gli occhi di paesaggi urbani insoliti, hanno vinto.

Scelgo di raccontarvi Boston in cinque quartieri, o meglio vi racconto la loro anima. Quella che viene fuori quando la bellezza che è nell’architettura di una città trova motivo anche nelle storie che custodisce.

No. 1

passare (e ripassare) per Back Bay

Back Bay è un concentrato di persone. Un instancabile viavai di turisti quanto di bostoniani. Vuoi che il quartiere custodisce alcuni dei tesori architettonici più preziosi della città, vuoi che pullula di esclusive boutique e gallerie, vuoi che i fortunati abitanti delle signorili case vittoriane devono pur recarsi a lavoro, l’epilogo è che le strade di Back Bay sembrano non avere mai tregua, di giorno come di sera. Sì, perché alla luce del sole, quel condensato di stili architettonici, che fondono perfettamente antico e moderno, catalizza lo sguardo dei passanti. La sera, poi, non si può rinunciare a sedersi nel dehors di uno dei tanti ristorantini e guardare la vita cittadina che rincasa.

Copley Square —
Il cuore di Back Bay è Copley Square, piccolo spazio verde che abbraccia fontane, panchine e ragazzi che sfrecciano sugli skateboard. A Copley Square si rimane suggestionati dall’architettura intorno. Le linee neoromaniche della Trinity Church si riflettono nelle vetrate a specchio della moderna John Hancock Tower. Dall’altro lato, campeggia, grandissima, la Boston Public Library, ispirata al Rinascimento italiano.
Una commistione potente. Gli elementi si amalgamano in modo ineccepibile. Antico e moderno. Vecchio e nuovo. Come se fossero predestinati a incontrarsi, incastrandosi alla perfezione come i pezzi di un puzzle.
Lo sguardo resta fermo, più di qualche momento, sul granito della Trinity Church, sui motivi ornamentali in arenaria, poi, all’interno, sulle pareti affrescate e sulle vetrate che rappresentano un’eccellenza dell’arte vetraria statunitense.

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Copley Square —
Una commistione potente. Gli elementi si amalgamano in modo ineccepibile. Antico e moderno. Vecchio e nuovo. Come se fossero predestinati a incontrarsi, incastrandosi alla perfezione come i pezzi di un puzzle.

Boston Public Library —
Dall’altro lato della piazza, la Boston Public Library. E’ disarmante. La prima biblioteca pubblica gratuita al mondo. La prima a prevedere il servizio di prestito dei libri. Datata 1852, venne istituita grazie al benefattore Joshua Bates. Lui che aveva trascorso l’infanzia a rovistare nelle librerie, credeva con fermezza nel potere della lettura. Una fermezza che lo indusse a donare 50.000 dollari alla città di Boston, perché fosse costruita una libreria gratuitamente accessibile a tutti. Sul frontespizio neorinascimentale, costruito in marmo di Siena, si legge infatti “Costruita per il popolo e dedicata ad aumentare l’apprendimento”. All’ombra della facciata principale, una scalinata in marmo, costeggia dipinti murali e sculture magnifiche, per terminare davanti alla Bates Hall Reading Room, la sala lettura intitolata proprio al benefattore della biblioteca. Mi perdo in mezzo alle sale sontuose, agli antichi volumi, alle boiseries in quercia, ai soffitti a cassettoni, ai caminetti in marmo. E’ un tripudio di cultura e bellezza.

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Bates Hall Reading Room —
La sala lettura intitolata al benefattore della Boston Public Library, Joshua Bates.

Le vie dello shopping —
Culla di architettura e cultura, ma anche degna di nota per le infinite occasioni di shopping che offre. Back Bay ospita l’elegante Newbury street, tappa immancabile per gli appassionati di moda. Vetrine di rinomate boutique si susseguono alle gallerie d’arte, ai negozietti vintage, agli outlet. Al civico 332, il Newbury Comics attira l’attenzione per il suo essere insolito, anacronostico. Eppure non mancano mai clienti che si aggirano tra vecchi vinili e fumetti.
Nello skyline di Boston si riconosce il Prudential Center, troppo ambizioso per essere solo un elegante centro commerciale. Infatti dietro i pannelli specchiati ci sono sì negozi griffati e ristoranti. Ma anche un albergo, una cappella e un panorama spettacolare della città, che si ammira dallo Skywalk, al 50º piano.

No. 2

innamorarsi di Beacon Hill

Le strade acciottolate sulla collina di Beacon Hill sono costeggiate da file di ville a schiera. Si perdono a vista d’occhio. Sono eleganti. In mattoni rossi. Dalle facciate sporgono pittoresche bow windows, con cadenza regolare. Antiche ma invidiabilmente conservate. Tra i viali alberati, illuminati da lampade a gas, dimora il silenzio di una zona residenziale esclusiva, alla portata di pochi.
Le boutique e i negozi d’antiquariato sono intrisi di aristocrazia e raffinatezza, senza bisogno di alcuna ostentazione. C’è un benessere, riservato, che avvolge quelle strade che in lungo e in largo tagliano la collina.

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Beacon Hill
Le strade acciottolate sulla collina sono costeggiate da file di ville a schiera. Si perdono a vista d’occhio. Eleganti. In mattoni rossi.

Acorn street —
Passeggio sul saliscendi di Beacon Hill. Salite e discese, senza chiedermi dove mi trovo, precisamente. Senza programmare la meta successiva. Ma lasciandomi riempire da quella bellezza, nuova. Poi, eccola. Acorn street. E’ stretta, misura appena lo spazio occupato da due mucche messe di traverso. Prende un solo isolato. E’ fiancheggiata da case a schiera in mattoni rossi, che conservano, orgogliose, l’architettura federale. La pavimentazione, ripida, è lastricata di ciottoli dalla forma irregolare. Sono i ciottoli originali, posati per la prima volta e mai sostituiti. L’illuminazione pubblica, è ancora quella dei lampioni a gas.
Ne resto affascinata. E’ bella da increspare all’insù gli angoli della bocca, senza un motivo apparente. E’ la stradina più instagrammabile di tutta Boston. Si dice sia la più fotografata degli Stati Uniti. Fotogenica, graziosa. Autentico scrigno della vecchia Boston, di cui ne preserva ogni dettaglio. Immortalata senza tregua. Quintessenza di Boston.

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Acorn street —
Fotogenica, graziosa. Immortalata senza tregua. Quintessenza di Boston. Di cui ne racchiude il carattere autentico.

Public Garden —
Beacon Hill, innamora. Senza alcun dubbio, per i tratti ricercati e romantici che ne delineano le fattezze. E i mattoni rossi e le stradine acciottolate, non sono tutto. Sì, perché nei confini di Beacon Hill è custodito anche il cuore verde della città. Il Public Garden, che cambia d’abito, a seconda della stagione. In primavera e in estate, tappeti fioriti si stendono sui prati. In autunno lasciano posto alle foglie dalle tonalità dorate e d’inverno si ammanta di bianco sotto la neve.
Nel laghetto, guardo l’immagine riflessa del salice piangente, che si specchia nelle acque placide, lievemente increspate dal lento andare delle barchette a pedali a forma di cigno, predilette dai bambini. I getti delle fontane attenuano il rumore del traffico. Il silenzio, ovattato dalle piante, rende il giardino un rifugio ambito dai bostoniani quanto dai turisti. Divertita, mi fermo a guardare i bambini che si intrattengono incuriositi dalla scultura bronzea che ritrae Mrs Mallard e i suoi sei anatroccoli, protagonisti del libro di Make way for ducklings e beniamini dei più piccoli.

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Public Garden —
il cuore verde della città, che cambia d’abito, a seconda della stagione. In primavera e in estate, tappeti fioriti si stendono sui prati.

Boston Common
Accanto al Pubblic Garden, appena aldilà della strada, si stende un altro parco dove respirare il profumo delle aiuole e degli alberi in fiore. Il Boston Common. I suoi sentieri pedonali accolgono lente passeggiate o i passi frettolosi dei bostoniani che, per raggiungere il lavoro, attraversano il parco come scorciatoia. All’ombra degli alberi c’è chi legge un libro, sulle panchine chi consuma un veloce spuntino. A far compagnia agli ospiti del parco, grandi scoiattoloni dalle folte code che, del tutto incuranti, scorazzano sul prato.
Il Boston Common è il più antico parco pubblico d’America e proprio da qui, prende inizio il Freedom Trail.

No. 3

passeggiare sul Freedom Trail

Sotto il cielo di Boston, una doppia linea di mattoncini, tinti di rosso, si snoda per due miglia e mezzo (4 km). E’ il Freedom Trail. Prende inizio al Boston Common, nei confini del quartiere di Beacon Hill, e fa capolinea al Bunker Hill Monument, nel quartiere di Charlestown.
Tocca sedici tappe. Chiese, cimiteri, abitazioni, palazzi politici, navi, ciascuno a suo modo protagonista nella storia della guerra d’indipendenza, nella storia degli Stati Uniti d’America. Una passeggiata sul “sentiero della libertà” consente di posare lo sguardo su quella parte vecchia della città, dove si sono consumati i fatti che hanno portato alla nascita degli USA. Se ne osserva la genesi. E credetemi, non si tratta solo di rivivere i racconti letti sui libri di storia. Sarebbe riduttivo. Camminare sul Freedom Trail, desta dentro la bramosia di libertà per la quale i rivoluzionari hanno lottato. Queste sedici tappe, ne testimoniano i momenti e i luoghi più rappresentativi. Dove si sono consumate le vicende rivoluzionarie che hanno portato Boston a divenire vessillo di libertà, come oggi è conosciuto. Dunque un po’ una guida turistica, incisa sul marciapiede della città. Una trovata brillante.

No. 4

tornare studenti a Cambridge

Accanto alla Boston coloniale, raffinata, ricercata, esistite un’altra città. Porta dentro molto dell’altro volto di Boston, quello rivoluzionario e liberale. E’ una città più morbida e disinvolta. E’ vivace e stimolante. Ed ha trovato la propria dimensione nel quartiere di Cambridge.
L’intera città-quartiere si è lasciata forgiare dalle due università, quella di Harvard ed il MIT (Massachusetts Institute of Technology), e dalle decine di costosissimi college che popolano la zona. Le strade di Cambridge, infatti, pullulano di giovani, per lo più studenti. Di conseguenza, negli anni, si sono moltiplicati caffè, pub, locali, negozi di dischi e librerie, la cui numerosità rappresenta oggi un tratto distintivo di Cambridge. Le istituzioni scolastiche, insieme a tutto il business che ne deriva [dal merchandising universitario ai locali] rappresentano il principale motore economico del quartiere.
Ho prediletto Harvard. Girovagare per il campus è stato come appropriarsi della stessa aria respirata dagli otto presidenti degli Stati Uniti che si sono laureati qui e delle decine di premi Nobel e Pulitzer. Un incubatore di genio e di creatività che ti fa balenare alla testa l’idea di voler tornare studente, per sedere anche tu ai banchi di una delle università più prestigiose al mondo. Dove vincono la meritocrazia e la determinazione.
Fuori dall’ateneo, Harvard Square, è un mosaico di librerie e negozi di dischi, caffetterie e artisti di strada. Aleggia un velo di anticonformismo, d’altronde tipico di tutte le zone con elevata densità studentesca.

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Harvard University
Girovagare per il campus è stato come appropriarsi della stessa aria respirata dagli otto presidenti degli Stati Uniti che si sono laureati qui e delle decine di premi Nobel e Pulitzer.

No. 5

mangiare nel North End

Il North End regala un’esperienza spazio-temporale singolare e magnifica. Erano i primi anni del XX secolo quando gli italiani, inseguendo la chimera di un futuro sociale ed economico migliore, iniziano ad abitare il quartiere di North End. Insieme ad una valigia di sogni, che urla il desiderio di riscattarsi socialmente, gli immigrati italiani portano con loro sapori e profumi del Vecchio Mondo. E li piantano in questo angolo di Boston, di cui ne snaturano l’impronta americana. O meglio, non lasciano mai che questa prenda piede. Plasmando il quartiere ad immagine e somiglianza di un piccolo borgo italiano. Del Sud Italia. Intriso del profumo di olio extravergine di oliva, della salsa di pomodoro, dell’aceto balsamico, dell’aglio, del basilico e dell’origano. Della pasta, dei salumi e delle olive. E quello più dolce dei cannoli, delle sfogliatelle, dell’anice e dell’amaretto. Questi profumi, ieri come oggi, traboccano prepotenti nel dedalo di viuzze e vicoli del North End. Regalando la sensazione che il tempo si sia fermato a quei primi anni del ‘900.

Le tradizioni gastronomiche… —
L’atmosfera da Vecchio Mondo è intatta e pare non esser cambiato un granché da un secolo a questa parte. Passeggiare sui marciapiedi di Hanover street, è aggirarsi tra decine di ristoranti, caffetterie e pasticcerie che gremiscono il quartiere. E’ lasciarsi avvolgere dal carosello di pizzerie ed enoteche. E’ rimanere a guardare con sorridente stupore gli scaffali delle salumerie e i banchi dei negozi di formaggi pieni zeppi di specialità italiane. E’ respirare il profumo di pane appena sfornato che esce dalle panetterie. E’ sedersi ai tavoli con le tovaglie a quadri bianchi e rossi a gustare spaghetti al pomodoro e basilico o una parmigiana di melanzane. E ascoltare il vociare di anziani che discutono animatamente in italiano.

…E quelle religiose —
Nei mesi di luglio e agosto, poi, il North End si veste a festa. Le strade pullulano di gente. La musica suona. Le luminarie si accendono. Le bancarelle offrono leccornie a grandi e piccoli. Le statue a grandezza naturale dei santi patroni visitano le strade del quartiere, seguiti dalla folla festante di fedeli. Ed ognuno appunta la propria offerta allo striscione svolazzante fissato alla statua, per ottenere la protezione del Santo. E pregando perché quel desiderio, sussurrato a mezza voce, trovi realizzazione. La Fisherman’s Feast e la St Anthony’s Feast sono, tra le altre, le due celebrazioni più sentite dalla comunità italiana.

Colori, sapori, profumi, voci, suoni che sopravvivono senza permettere intromissioni, mantenendo una tradizione gastronomica e religiosa, verace, fedele a se stessa. Sembra che il North End non solo abbia scelto di lasciarsi etichettare come il quartiere meno americano di Boston, ma abbia scelto, anche, di non voler assecondare i dettami della modernità. E questa stessa commistione lo rende vivace, effervescente, pittoresco.

Con un sorriso, Vi saluto!

Stefania

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