Visitare Boston, passeggiando sui mattoncini rossi del Freedom Trail.

Sotto il cielo di Boston, una doppia linea di mattoncini, tinti di rosso, si snoda per due miglia e mezzo (4 km). E’ il Freedom Trail. Prende inizio al Boston Common, nei confini del quartiere di Beacon Hill, e fa capolinea al Bunker Hill Monument, nel quartiere di Charlestown.
A Boston si è fatta la storia degli Stati Uniti d’America e il Freedom Trail ne ripercorre tutti gli eventi decisivi, con autenticità. Chiese, cimiteri, abitazioni, palazzi politici, navi, ciascuno a suo modo protagonista nella storia della guerra d’indipendenza.
Una passeggiata sul “sentiero della libertà” consente di posare lo sguardo su quella parte vecchia della città, dove si sono consumati i fatti che hanno portato alla nascita degli USA. Se ne osserva la genesi. E credetemi, non si tratta solo di rivivere i racconti letti sui libri di storia. Sarebbe riduttivo. Camminare sul Freedom Trail, desta dentro la bramosia di libertà per la quale i rivoluzionari hanno lottato. Sedici tappe, testimoniano i momenti e i luoghi più rappresentativi, dove si sono consumate le vicende rivoluzionarie che hanno portato Boston a divenire vessillo di libertà, come oggi è conosciuto. Dunque, un po’ una guida turistica, incisa sul marciapiede della città. Una trovata brillante.

Le tappe del Freedom Trail Boston

tappa No. 1

01_Boston Common

Il  Freedom Trail parte dal Boston Common. Venti ettari di verde,  ceduti nel lontano 1634 da William Blaxton al governatore Winthrop, per appena 30 sterline. E’ il più antico parco pubblico d’America. Nel tempo è servito da pascolo per gli animali. E’ stato anche l’accampamento delle truppe inglesi. Oggi, i suoi sentieri pedonali accolgono lente passeggiate o passi frettolosi dei bostoniani che per raggiungere il lavoro attraversano il parco come scorciatoia. All’ombra degli alberi c’è chi legge un libro, sulle panchine chi consuma un veloce spuntino. A far compagnia agli ospiti del parco, grandi scoiattoloni dalle folte code che, del tutto incuranti, scorazzano sul prato. 
Il parco ospita il Boston Massacre Monument. Monumento che commemora le vittime del Massacro di Boston [raccontato nella tappa No 10], durante il quale cinque civili, nel marzo 1770, trovarono la morte per mano delle truppe britanniche.
La bellezza di questa distesa di verde nel centro città meriterebbe di una visita, anche se non rappresentasse l’inizio di un caratteristico viaggio nella storia americana.

tappa No. 2

02_Massachusetts State House

Appena fuori dal parco, in cima alla Beacon Hill sorge la State House. Oggi sede del potere legislativo ed esecutivo, precedentemente ospitato nella Old State House [raccontata nella tappa No 9]. La sua bellezza, oltre che nella posizione – in alto, sulla collina, sembra proteggere con lo sguardo la città – sta tutta nei riverberi dorati della cupola. Scintillante, domina il palazzo dall’architettura neoclassica.

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tappa No. 3

03_Park Street Church

In Park Street, l’omonima chiesa, si fa notare per il suo campanile, alto 66 metri. Il suo pulpito, invece, viene ricordato per aver ospitato ferventi rivoluzionari che, nella storia dell’indipendenza americana, proprio da quel pulpito hanno intonato discorsi e divulgato prediche, dagli accenti appassionati, convinti, accesi. Questi fatti, uniti alla funzione di deposito per polvere da sparo –che l’interrato della chiesa assunse nella guerra del 1812– hanno suggerito il nomignolo brimstone corner [angolo infuocato] con cui la chiesa veniva chiamata in passato.

tappa No. 4

04_Granary Burying Ground

E’ il terzo cimitero più antico di Boston. Si contano 2345 lapidi, ma gli storici credono che le persone sepolte siano almeno 5000. Certo è che, sotto molte di quelle vecchie lapidi grigie, riposano alcuni dei patrioti dell’era rivoluzionaria. Si leggono i nomi di Paul Revere, delle cinque vittime del massacro di Boston, e dei tre firmatari della Dichiarazione di Indipendenza: Samuel Adams, John Hancock e Robert Treat Paine. Il cimitero accoglie anche la tomba della famiglia Franklin, sebbene il figlio Benjamin sia stato sepolto a Filadelfia.
Il nome, decisamente singolare per intitolare un cimitero, si deve al granaio cittadino che un tempo occupava proprio il posto che oggi ospita la chiesa. Il tentativo di cambiare il nome in Cimitero di Franklin –per onorare la famiglia di Benjamin Franklin– fallì, perciò si è conservato il nome originario.

tappa No. 5

05_King’s Chapel

E’ una chiesa anglicana, relegata all’angolo del cimitero cittadino più antico della città, appunto il King’s Chapel. Una scelta poco convincente, quella di ubicare la chiesetta a ridosso del cimitero. Ma, dopotutto, gli anglicani non ebbero granché scelta: quello dove sorge la King’s Chapel fu l’unico terreno che i puritani vollero consentire agli anglicani per farci il loro luogo di culto. A render la chiesa degna di esser parte del Freedom Trail è la campana, che alberga nella torre campanaria, opera realizzata dalla mano abile di Paul Revere.

tappa No. 6

06_First Public School Site e Ben Franklin Statue

In School street, nel lontano 1635, fu fondata la prima scuola pubblica d’America. La Boston Latin, oggi trasferita nel quartiere di Fenway. Al suo posto una targa e le pietre di un mosaico raffigurante il gioco della campana, incastonate nel marciapiede, ne ricordano la vecchia collocazione. Il sito della scuola è oggi occupato dall’Old City Hall, un palazzo monumentale, dinanzi al quale primeggia la statua di Benjamin Franklin, che fu uno degli allievi della scuola.

tappa No. 7

07_Old Corner Bookstore

All’angolo tra School street e Washington street, un edificio in mattoncini rossi, datato 1718. A guardalo da School street, ha la forma di un ettagono. Le falde del tetto tipicamente molto pendenti. Gli abbaini, incorniciati di bianco, spuntano dal tetto scuro. Al piano terra, una fila di bow windows (di cui vado matta!) intervallate da usci tinti di colore marrone ruggine. Il suo aspetto ricalca fedelmente l’architettura originaria, sebbene la destinazione d’uso sia stata alquanto distorta. Oggi, infatti, dai locali dell’edificio dilaga il profumo di cucina messicana, per via del fast food che li occupa. Certo, una presenza, quest’ultima, che sabota tutta la storia che l’edificio racchiude. Mi fermo a leggere la piccola targa verde che ne racconta la storia. E questo basta per riassaporare tutto il significato storico di cui quei mattoni rossi sono custodi.

Thomas Crease built this structure as his apothecary and residence shortly after the great fire of 1711 destroyed Anne Hutchinsons’house on this site. Thimoty Carter opened the Old Corner Book store here in 1829. Between 1845 and 1865, the booksellers Ticknor and Fields established the building’s lasting literary significance as the publishers of Hawthorne, Longfellow, Stowe, Emerson, Thoreau and other prominent American and British authors, who often gathered here. In 1960, civic leaders raised money and established Historic Boston Incorporated to acquire and preserve this site.

Dopo che, nel 1711, un disastroso incendio distrusse completamente la casa che sorgeva su questo sito, fu eretta la struttura dalle mura coperte di mattoni rossi, per accogliere la farmacia e la residenza del farmacista Thomas Crease. E’ nel 1829 che questo posto inizia ad assumere la sua vera essenza, quando le sue stanze profumano di carta e di inchiostro. L’edificio ospita il negozio di libri Old Corner Bookstore. Solo la prima delle varie attività che, col profumo di carta stampata, hanno riempito queste pareti. Nel tempo, si sono susseguite librerie e case editrici. Qui si sono riuniti importanti autori americani e britannici. Questa è stata la culla di nuovi concetti letterari e filosofici, che proprio qui hanno visto la luce. Tutto questo ha plasmato il valore storico letterario che oggi viene riconosciuto al vecchio negozio di libri all’angolo.

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tappa No. 8

08_Old South Meeting House

Dall’altra parte di Washington street, si vede una chiesetta [anche questa in mattoni rossi], sormontata da un alto campanile. Decisamente degna di nota, non tanto per il suo ruolo di luogo di culto, quanto per aver ospitato una delle proteste più violente della Guerra d’Indipendenza, il Boston Tea Party. E’ il 16 dicembre 1773. I coloni americani, esasperati dal continuo innalzamento dei dazi sul tè imposti dal governo britannico, si lasciano richiamare dal grido “Basta tasse sul tè!”. Sono in 5000 o più, che al riecheggiare di questo slogan, si radunano presso l’Old South Meeting House. E’ una chiesa, certo. Ma anche l’edificio di Boston più grande dell’epoca. Quindi il più capiente per ospitare una folla così numerosa. Ebbene, proprio qui, gli americani in fermento, pianificano la rivolta. Di lì a qualche ora, sarebbero saliti a bordo delle navi inglesi, ancorate nel porto di Boston, per riversare in mare le casse contenenti il tè. Quella sera, sulle acque del porto, galleggiarono circa 45 tonnellate di tè.

tappa No. 9

09_Old State House

Prima della Guerra d’Indipendenza, il governo del Massachusetts, oggi ospitato nella State House, aveva sede nella Old State House. Un edificio in stile coloniale, in mattoni rossi, abbellito da decorazioni dorate. E’ la costruzione più antica della città e ne conserva egregiamente i tratti, assumendo le sembianze di un gioiello storico incastonato tra le alte vetrate specchiate nelle costruzioni moderne che popolano la città. Con lo sguardo all’insù ammiro il balconcino bianco, dove primeggia il vessillo a stelle e strisce. Da quel pulpito, nel 1776, fu letta per la prima volta ai cittadini la Dichiarazione d’Indipendenza.

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tappa No. 10

10_Sito del Massacro di Boston

Sulla pavimentazione di fronte all’Old State House, un cerchio di ciottoli incorniciato da un’incisione in bronzo, segna il punto in cui si è consumato il primo scontro violento della Rivoluzione Americana, il Massacro di Boston. Nel marzo 1770, i soldati britannici che sorvegliavano la State House furono attaccati da una quarantina di rivoltosi. Questi ultimi, contrariati dalla presenza militare del Regno Unito a Boston, si scagliarono contro le truppe britanniche con palle di neve, pietre e insulti. I soldati, per difendersi, aprirono il fuoco, provocando la morte di cinque civili. Una difesa, si direbbe. Tuttavia quella difesa contribuì ad inasprire il risentimento verso gli inglesi, già dilagante in diverse colonie britanniche del Nord America. Questo episodio, per certi versi amplificato dalla propaganda anti-britannica, fu la scintilla che innescò la Rivoluzione Americana.

tappa No. 11

11_Faneuil Hall

Ancora un edificio di mattoncini rossi, in stile coloniale. Ancora un luogo che ha fatto da teatro a dibattiti pubblici volti ad instillare il desiderio di libertà e ad aggregazioni cittadine animate dalla pretesa di democrazia. La Faneuil Hall, ribattezzata dai bostoniani Culla della libertà [e se ne intuisce inequivocabilmente la ragione], venne commissionata nel 1740 dal mercante e benefattore locale Peter Faneuil. In principio per accogliere il mercato di carni e prodotti agricoli. Nei successivi ampliamenti fu pensata e progettata la sala riunioni, quindi ebbe funzione sia di mercato sia di luogo di ritrovo, e ancora oggi, è sede di cerimonie pubbliche.
Su quella stessa area che da tempo serviva come mercato pubblico di Boston, proprio intorno alla Faneuil Hall, nel 1826 vennero eretti due grandi edifici in granito. Durante i lavori di costruzione, i bostoniani deridevano quel progetto del sindaco Josiah Quincy, troppo ambizioso. E scettici, lo chiamavano “Quincy’s Folly”. Forse solamente perché si trattava dei lavori pubblici più grandi che il Massachusetts avesse mai visto. Una volta completato, il mercato fu un tale successo da essere soprannominato Quincy’s Market [come tutt’oggi è chiamato] proprio in onore di quel sindaco, così determinato nel volere la sua costruzione.

Trascorsi quasi due secoli, le tre imponenti strutture del Quincy Market ancora dominano il porto. E il mercato ancora conserva la sua funzione originaria, sebbene rivisitata in chiave moderna. Gli spazi sono infatti occupati da negozi e ristorantini. Mi piace l’aria che si respira passeggiando sotto le tettoie del Quincy’s Market. E’ vivace e colorato. Frizzante. Ovattato dai rumori del traffico, che lo sfiorano solamente. Il brulichio di persone che comprano souvenir o scelgono il menu non è intriso del consumismo veloce e anonimo che popola un mall. Ma riesce a portar dentro un po’ della storia di questo posto.

tappa No. 12

12_Paul Revere House

Paul Revere. Di mestiere era un argentiere, molto abile nell’incisione e nella forgiatura dell’argento. Passa alla storia, però, come patriota americano, guadagnandosi la notorietà per aver incoraggiato e capitanato molte delle iniziative che hanno segnato le tappe cruciali della guerra d’indipendenza americana.
Lui, al consumarsi del Massacro di Boston, immortalò in un’incisione i soldati britannici che sparavano a sangue freddo sui coloni indifesi [benché la storia racconti, invece, che quella degli inglesi fu solo una difesa dalla folla in rivolta, che li aveva attaccati]. E quell’interpretazione distorta della scena, che veniva rappresentata da Revere come un vero e proprio massacro, servì a mettere il primo tassello degli eventi rivoluzionari.
Lui, fomentò gli animi dei coloni, che prima si radunarono nella Old South Meeting House e poi misero in azione la rivolta nel Porto di Boston, battezzata come Boston Tea Party.
Ancora lui, fu il protagonista della storica cavalcata notturna: nella notte del 18 aprile 1775, galoppò in sella al proprio cavallo fra Lexington e Concord per avvertire i compatrioti dell’imminente arrivo dei soldati inglesi.
Dunque, senza dubbio, un personaggio in vista in molti degli eventi anti-britannici, che hanno avuto Boston come teatro negli anni della Rivoluzione. Per questo, la sua abitazione rappresenta una delle tappe del Freedom Trail. Affaccia su North Square, nel North End. Le pareti esterne sono rivestite di assi in legno, oramai logore e consunte. Pare sia la più antica abitazione in legno di Boston, sopravvissuta ai vari incendi che invece hanno distrutto le altre strutture simili a questa.

tappa No. 13

13_Old North Church

E’ stata la prima chiesa costruita a Boston. I suoi candelieri si accesero per la prima volta nel Natale 1724 ed ancora oggi, la chiesa, manca di illuminazione elettrica. Tuttavia, ancora una volta, l’interesse storico rivolto a questo luogo di culto trapassa l’aspetto religioso. Emblematico è, infatti, il ruolo della Old North Church nell’evoluzione degli eventi rivoluzionari. Nella stessa notte del 18 aprile 1775, gli interni della chiesa si illuminarono del bagliore delle lanterne. Ne furono appese due, per mano del sagrestano. Era il segnale convenuto, per avvertire Paul Revere che gli inglesi stavano avanzando su Lexington e Concord. Avvistata la luminosità, il patriota partì per la famosa cavalcata notturna, per allertare i compatrioti.

tappa No. 14

14_Copp’s Hill Burying Ground

Un altro cimitero storico, adagiato su una collinetta. Sebbene qui riposassero le anime di mercanti e artigiani del North End di Boston, la posizione panoramica del cimitero indusse gli inglesi ad usurpare la sacralità del luogo, facendone il loro campo di osservazione. Nella battaglia di Bunker Hill, infatti, le truppe britanniche piazzarono qui i loro cannoni per godere del privilegio visivo che il cimitero offriva.

Proprio di fronte al cancello di ingresso del cimitero, al civico 44 di Hull street, la Skinny House. Incastrata tra due costruzioni in mattoni rossi, fa capolino la casa più stretta di Boston. Occupa appena 3 metri di larghezza e 9 metri di profondità. La leggenda che avvolge la sua costruzione, l’ha resa celebre e capace di destare la curiosità dei turisti. Si racconta che i fratelli Euestus ereditarono dal padre un appezzamento di terreno. Mentre uno dei due prestava servizio militare per la guerra civile, l’altro costruì una grande casa, occupando più spazio di quanto gli spettasse. Il fratello usurpato, al suo rientro, costruì allora sul piccolo lotto rimasto libero
– appunto la parte di terreno che affaccia su Hull street– la sua casa. Questa, sebbene stretta, avrebbe oscurato quella di suo fratello dalla luce del sole e al contempo avrebbe impedito la vista del porto. Almeno tale era l’intenzione. Un aneddoto irriverente. Raccontato per anni e anni, passato di bocca in bocca, che ha fatto guadagnare a quel lembo di mattoni tinti di grigio, il soprannome di Spite House, la Casa Dispetto. Oggi la costruzione che, troppo ingombrante, aveva dato vita alla discordia familiare, è stata demolita. I 96 mq della Skinny House, distribuiti su quattro piani, sono invece efficientemente abitati da una famiglia di Boston.

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tappa No. 15

15_USS Constitution

La USS Constitution è la nave da guerra più vecchia della marina statunitense. Ha combattuto tre battaglie, senza che i nemici riuscissero mai ad affondarla. Questo le è valso la fama di Old Ironsides [vecchi fianchi in acciaio]. E’ ormeggiata nel porto di Charlestown, tutt’oggi galleggiante, e il 4 luglio di ogni anno sfila nelle acque del Boston Harbor.

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tappa No. 16

16_Bunker Hill Monument

Un obelisco in granito alto 67 metri, commemora la battaglia del 17 giugno 1775. Sanguinosa e cruenta, lasciò ai britannici una pesante sconfitta. Salire i 294 gradini del Bunker Hill Monument regala una veduta mozzafiato su Boston.

Con uno sguardo che fotografa tutta la città, si chiude il Freedom Trail. Il racconto della storia di Boston, inciso nella città stessa. Una storia che ha portato quella cittadina del New England, sì rivoltosa e sovversiva,  a divenire la culla della libertà.
Resto a guardarla ancora qualche minuto. Il rosso dei suoi mattoni si specchia nei miei occhiali. Respiro, guardo, socchiudo gli occhi. Per trattenere nella mia mente la storia impressa nelle pietre di Boston.

Con un sorriso, Vi saluto!

Stefania

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